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edizione 2009 - Artisti e protagonisti - 17 maggio

17 maggio
Armando Massarenti
(Lussuria: e se fosse una virtù)
Filosofo ed epistemologo, Armando Massarenti è responsabile della pagina Scienza e filosofia del supplemento culturale Il Sole 24 Ore Domenica, dove si occupa, dal 1986, di storia e filosofia della scienza, filosofia morale e politica, etica applicata, e dove tiene la rubrica Filosofia minima.
Per questa sua attività nel 1993 ha vinto il Premio Dondi per la Storia della scienza, delle tecniche e dell'industria (Padova) e nel 2000 il Premio Voltolino per la divulgazione scientifica (Pisa).
È autore del volume Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima (settembre 2006), per il quale gli è stato conferito il Premio Filosofico Castiglioncello 2007. Il lancio del nano è anche oggetto di un esperimento didattico, promosso dalla Società Italiana di Filosofia (SFI), attraverso il quale viene proposto un modo nuovo di motivare gli studenti allo studio della filosofia e alla capacità di argomentare in proprio. Massarenti è anche autore, con Antonio Da Re, di L'etica da applicare (1991). Con Gilberto Corbellini e Pino Donghi ha curato e in parte scritto il volume Bi(blio)etica. Istruzioni per l'uso (2006), un dizionario di bioetica sui generis, dal quale il regista Luca Ronconi ha tratto l'omonimo spettacolo teatrale andato in scena a Torino, per il progetto Domani delle Olimpiadi invernali 2006.
Per Il Sole 24 Ore ha curato la collana I Grandi Filosofi (trenta volumi sui protagonisti della storia del pensiero, da Socrate a Wittgenstein, per i quali ha anche scritto le prefazioni). Ha insegnato e insegna come professore a contratto nelle università di Bologna, Lugano, Siena e dal 2001 tiene un corso di Percezione pubblica e comunicazione della scienza presso l'Università di Milano (corso di laurea in Biotecnologie).
Fa parte delle giurie di due premi per la divulgazione scientifica: il Premio Giovanni Maria Pace, promosso dalla Sissa di Trieste e il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, legato al Campiello (Padova). È anche nella giuria del Premio del Giovedì "Marisa Rusconi", conferito ogni anno a Milano a un romanzo italiano opera prima.

Matteo Schianchi, Andrea Mannucci
(La lussuria negata: sessualità e disabilità)
Matteo Schianchi
Laureato in Storia contemporanea, Matteo Schianchi ha studiato presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Svolge attività di ricerca storica sulla città di Lodi e lavora come traduttore di saggistica. Dopo aver partecipato agli Europei e ai Mondiali di nuoto con la nazionale italiana di sport per disabili, ha intrapreso studi sulla disabilità e ha recentemente pubblicato per Feltrinelli La terza nazione del mondo. I Disabili tra pregiudizio e realtà.
Andrea Mannucci
Professore associato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze, titolare della cattedra di Pedagogia di comunità, Andrea Mannucci insegna Attività motoria nell’età evolutiva e Attività motoria nell’età evolutiva per il sostegno presso la Facoltà di Scienze della formazione e pedagogia e Didattica speciale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. E’ docente di Pedagogia della marginalità e della devianza e di Pedagogia speciale presso i Corsi polivalenti della SISS delle università di Firenze, Siena, Pisa.
In questi anni di corsi di perfezionamento è direttore post lauream sul tema della corporeità, delle emozioni e della relazione. Il suo ambito di ricerca è la dimensione sociale dell’educazione con particolare riferimento a situazioni di marginalità e di disagio, alle relazioni empatiche, alle strategie educative extrascolastiche.
Numerosissimi i suoi interventi in corsi di formazione per educatori, volontari, familiari e insegnanti sul tema della relazione affettiva e sul versante dell’emozione come strumento e strategia educativa, e le sue partecipazioni a convegni, tavole rotonde, seminari sulle stesse tematiche. Lavora attivamente nel settore terziario come presidente di una cooperativa sociale, esperto pedagogico e formatore.

Attilio Mangano
(All'Inferno! Dall'"Arcana" all'"Enfer")
Presto on line una breve biografia.

(Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese)
Lo spettacolo teatrale si ispira al testo d'inchiesta di Aldo Nove dallo stesso titolo. Edito nel 2006, è il primo di una lunga serie di libri che indagano il “caso precariato”.
Aldo Nove mescola l’indagine giornalistica con introduzioni saggistiche e narrative. La regia sceglie come nodo centrale d’indagine il fatto che il precariato sia tutt’uno con le nostre esistenze e che si allarghi a macchia d’olio in territori considerati fino a poco fa zone franche, attraversando età e paesi e costringendo un’intera generazione all’impossibilità di progettare, di comprare una casa, di pensare a un figlio, a una famiglia. L’universalità delle storie dunque è il centro di questa ricerca letteraria e musicale che ha come protagonisti gli attori, una banda, il pubblico, persone vere che attraverseranno questo evento.
Aldo Nove è nato nel 1967 a Viggiù, piccolo paese al confine con la Svizzera. Il suo primo libro Woobinda è stato pubblicato nel 1996. Un suo racconto è apparso nell'antologia Gioventù cannibale. Si ricordano Puerto Plata Market (1997), Superwoobinda (1998), Amore mio infinito (2000) e La più grande balena morta della Lombardia (2004).


Giulio Casale
(Polli d'allevamento. Il teatro canzone di Giorgio Gaber)
Polli d’allevamento, spettacolo teatrale rappresentato nel corso della stagione 1978/1979, è stato uno dei più importanti spettacoli scritti e interpretati da Giorgio Gaber negli anni ’70. È proprio nel corso di questi anni che Gaber si afferma come protagonista assoluto del teatro canzone italiano e al tempo stesso come riferimento critico e illuminante per un’intera generazione che lo ha costantemente accompagnato nel corso del decennio.
Giulio Casale, rivelazione al Primo Festival Giorgio Gaber, “poeta rock” cantante degli Estra e cantautore (ha pubblicato nel 2002 l’album Sullo Zero e nel 2005 l’album In fondo al blu su etichetta Artes Records), ridà oggi voce a quelle atmosfere, riallestendo l’opera con fedeltà assoluta alla produzione originale.
Le basi musicali dello spettacolo sono quelle utilizzate dallo stesso Gaber e arrangiate da Franco Battiato e Giusto Pio, mentre l’impostazione delle luci di scena ricalca il disegno originale di regia. La vera posta in gioco di questa prima riproposta del teatro dell’artista milanese da parte della Fondazione Gaber e del Teatro Filodrammatici è dimostrare l’attualità dell’arte gaberiana, la forza della sua scrittura e della sua musica, che consacrano Giorgio Gaber tra i classici del teatro italiano.



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